La richiesta degli Argenti

In Francia, durante la Rivoluzione, viene messa in atto una grande secolarizzazione di beni ecclesiastici, con l’intento dichiarato - così si disse - di estinguere il debito pubblico della Nazione. Sulla spinta della nuova ideologia illuministica, molti ordini religiosi vengono soppressi, altri vengono depredati dei loro beni e di molte opere artistiche. Analoghe misure vengono varate nelle varie repubbliche napoleoniche sorte in Europa e in particolare in Italia.
Le truppe francesi, entrate a Milano nel maggio del 1796, iniziano ben presto a imporre le leggi della nuova Repubblica. L’avviso, datato 8 Frigifero anno V della Repubblica francese (28 novembre 1796) ha un tono spiccio e ultimativo. È intestato alla Priora del Collegio, la cittadina Marianna Meraviglia Mantegazza.

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Il Collegio deve consegnare alla Zecca di Milano tutti gli argenti in suo possesso. In calce, aggiunto a mano, si indica persino l’orario, le cinque pomeridiane, in cui sarà inviato il carro per prelevare il prezioso carico. La Priora non si lascerà intimidire e, in una successiva lettera, risponderà per le rime. “Il Collegio non è un convento, né un monastero ma un semplice convitto voluto dalla Fondatrice onninamente secolare, e formato da persone laiche e sciolte d’ogni regola caustrale”. Nessun argento verrà mai consegnato.

1796