il Collegio
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sul tema del Collegio
L’opera in esame è citata nell’inventario della Guastalla del 1768 ed era conservata presso la chiesa del collegio.

il Sacro
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sul tema Sacro
Al centro del dipinto, in primo piano, è raffigurato Cristo alla colonna circondato da quattro carnefici ritratti nell’atto di flagellarlo, mentre sul suo corpo sono già visibili i segni lasciati dalle armi. La scena si svolge sotto un portico cupo e soffocante che contribuisce a rendere la drammaticità dell’evento che è ulteriormente enfatizzata sia dal viso dolente ma composto del Cristo, sia dalla dinamicità espressa dalle pose vivaci dei quattro aguzzini che, dipinti nella penombra, emergono prepotentemente dall’oscurità dell’ambiente.

Sebbene le pose dei carnefici siano dinamiche, la scena ci appare sospesa nel tempo. In secondo piano, oltre al portico in cui è ambientato l’episodio, si scorgono delle architetture di gusto classico e sulla sinistra si intravedono le fronde di un albero. Stilisticamente il dipinto è collegato all’ambito veneto per il modo in cui è presentata l’articolazione dell’ambiente.

Curiosità
Vista la datazione si potrebbe presumere che il quadro sia stato acquisito già negli anni di vita della contessa Torelli; tale ipotesi è giustificata anche dalla particolare devozione della donna nei confronti del Mistero della Flagellazione.


Le gamme cromatiche

Attraverso il colore l’artista sottolinea una suddivisione in diversi piani. In primo piano il Cristo ha un incarnato chiaro, mentre nei i carnefici e nelle loro armi dominano i marroni e pochi dettagli grazie ai colori chiari. Il porticato è tutto sui toni dei grigi-neri uniformi, mentre dei toni di grigio chiaro tendente al verde mettono in rilievo una spazio architettonico aperto dietro al colonnato.

L'analisi della luce

Il sapiente gioco chiaroscurale fa emergere la figura del Cristo dalla penombra che caratterizza l’insieme del quadro. Le stesse muscolature possenti degli aguzzini sono messe in risalto dai delicati passaggi di luci e ombre. Una luce posteriore illumina la piazza retrostante.

Lo studio della composizione

La figura del Cristo è assolutamente protagonista dell’opera, non solo grazie alla sua centralità, ma soprattutto attraverso uno studiato gioco di simmetrie che portano l’occhio dell’osservatore a convergere verso la sua figura. I due aguzzini rappresentati con pose in rotazione evocano con i loro movimenti due semicerchi che convergono verso al centro.

Giovanni da Monte terzo quarto del XVI sec. olio su tela 237x156 cm